Il governo allontana la ripresa

Davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, l’Istat ha smentito indirettamente le affermazioni ottimistiche del ministro dell’Economia e del presidente del Consiglio, Enrico Letta, sugli effetti positivi della Legge di stabilità. Nel terzo trimestre il pil ha continuato a diminuire, sia pure di poco, e la ripresa prevista nel quarto trimestre sarà molto modesta, sicché il pil nel 2013 si ridurrà dell’1,8 per cento contro il meno 1,7, indicato nel Def. Il governo è stato smentito dall’Istat anche sulla portata del taglio al cuneo fiscale.
11 AGO 20
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Davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, l’Istat ha smentito indirettamente le affermazioni ottimistiche del ministro dell’Economia e del presidente del Consiglio, Enrico Letta, sugli effetti positivi della Legge di stabilità. Nel terzo trimestre il pil ha continuato a diminuire, sia pure di poco, e la ripresa prevista nel quarto trimestre sarà molto modesta, sicché il pil nel 2013 si ridurrà dell’1,8 per cento contro il meno 1,7, indicato nel Def. Il governo è stato smentito dall’Istat anche sulla portata del taglio al cuneo fiscale. Secondo l’Istituto di statistica, i lavoratori avranno 10 euro in più in busta paga ogni mese. Letta invece si era affrettato a smentire chi stimava uno sgravio pari a 14 euro mensili (“non c’è scritto da alcuna parte”, disse Letta). Euro più-euro meno, si tratta di un beneficio tanto diffuso quanto insignificante, mentre sono più pervasivi gli effetti negativi della manovra tributaria compiuta appunto per finanziare questa riduzione del cuneo “da barzelletta”. Il suo nucleo è la nuova addizionale all’Imu, camuffata da tassa per i servizi pubblici locali indivisibili e l’aumento del bollo sui conti correnti e sui depositi bancari. Misure che non confortano imprenditori e operatori di vari settori.
L’indice di fiducia delle imprese rispetto alla situazione economica del paese, secondo l’Istat, mostra un peggioramento sia nei giudizi sia nelle attese. Le aspettative sulla disoccupazione peggiorano e a ciò si collega il deterioramento del clima di fiducia delle imprese operanti nei servizi al consumo. Ci sono però segnali positivi, come sul versante del commercio estero: l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è aumentato a ottobre, segno che l’economia legata alla domanda estera si riprende grazie alla capacità di recupero delle nostre imprese (in particolare nel settore alimentare). Il lato oscuro dell’economia resta quello interno. Tutto ciò rende negativo il saldo post manovra. Se questi sono i risultati – è una provocazione – sarebbe meglio che il governo rimanesse fermo all’ordinaria amministrazione, come facevano i governi balneari di un tempo, per evitare di complicare ulteriormente le cose.